La teoria delle intelligenze multiple

Ne avevo sentito parlare alcuni anni fa e poi l’avevo persa.
A novembre, nel giorno della discussione delle tesi del corso Aipy, alcune compagne l’hanno inserita nel loro elaborato e mi ha nuovamente colpita.
Sto parlando della Teoria delle Intelligenze Multiple di H.Gardner
Lo studioso statunitense dopo aver condotto degli studi con bambini con differenti capacità intellettive ha evidenziato l’esistenza di diversi aspetti legati all’intelligenza.

Vi riporto parte dell’elaborato delle mie compagne di corso:

“H. Gardner ha ipotizzato l’esistenza di 9 intelligenze, che ogni essere umano possiede e sviluppa in modi e tempi diversi e che gli permettono di capire il mondo. Esse sono:
intelligenza verbale linguistica: abilità di leggere, scrivere e comunicare con le parole. Questi soggetti amano le rime, scrivere, parlare, scherzare e la narrazione di storie rivela le loro abilità linguistiche.
Intelligenza logico matematica: abilità di calcolo e ragionamento. Bambini che amano contare, fare matematica, il problem solving, giochi logici etc…
Intelligenza visivo spaziale: si riferisce all’abilità di disegnare, scolpire, dipingere, costruire. Questi soggetti amano colorare, fare le costruzioni, fare i rompicapo, giocare a scacchi e viaggiare.
Intelligenza corporale cinestesica: elabora informazioni attraverso il tocco, il movimento, la drammatizzazione, lo yoga. Ha questo tipo d’intelligenza chi ama lo sport, la danza e ogni tipo di movimento articolato.
Intelligenza musicale ritmica: comprende il riconoscimento di pattern e ritmi, suono di strumenti, canto, percussioni, recitazione. La maggior parte dei bambini impara l’alfabeto grazie a questa intelligenza. La musica e il ritmo sono potenti strumenti di memoria.
Intelligenza interpersonale: include l’abilità di comunicare, relazionarsi, condividere, coooperare. Questi bambini amano lavorare in gruppo e giocare con gli altri bimbi e sono spesso molto affascinanti e gradevoli.
Intelligenza intrapersonale: è un’intelligenza introspettiva. Soggetti che sviluppano intuizioni, autoriflessioni, comprensioni profonde. Apprezzano scrivere il diario.
Intelligenza ecologica: riguarda la consapevolezza e interesse per la natura e l’ambiente. Questi bambini amano attività all’aperto, passeggiate, curare piante e animali, guardare spettacoli naturali e leggere storie di animali”.

Non trovate che sia meraviglioso che esistano così tanti tipi di intelligenze che si esprimono in talenti e qualità che fanno di ognuno di noi, di ogni bambino un essere unico, prezioso, ricco?

Ecco che allora mi viene voglia di condividere la lettera che un preside di una scuola media inferiore ha inviato ai genitori dei ragazzi che tra poco sosterranno gli esami di terza media perchè si ricollega a questo argomento, secondo me molto importante e che genitori, insegnanti ed educatori non devono sottovalutare:

Gli esami dei vostri figli stanno per iniziare, so che sperate che i vostri figli vadano bene.
Ma per favore ricordatevi che tra gli studenti che siederanno per fare gli esami c’è un artista che non capisce la matematica, c’è un imprenditore a cui non interessa la storia, c’è un musicista i cui voti in chimica non saranno importanti, c’è una persona sportiva il cui allenamento è più importante della fisica.
Se tuo figlio andrà bene sarà un ottima cosa, ma se lui o lei non lo faranno, per favore non privarli della loro fiducia e della loro dignità. Digli che non fa niente, che è solo un esame. Potranno fare cose molto più grandi nella loro vita. Digli che non importa quali saranno i loro voti, li amerai lo stesso senza giudicarli.
Comportatevi così per favore. E quando lo farete , ammirerete i vostri figli conquistare il mondo.
Un esame o un brutto voto non gli porteranno via i loro sogni ed il loro talento.
Per favore, non pensate che dottori ed ingegneri siano le uniche persone felici al mondo.
Cordiali saluti, il preside
“.

Nel prossimo articolo vi racconterò come la teoria delle intelligenze multiple si ricollega alla disciplina dello yoga proposto ai bambini.
Intanto ringrazio Valentina, Marina e Giuditta per il loro lavoro e per avermi dato la possibilità di condividerlo. Ringrazio anche Clemi Tedeschi, responsabile didattica corso “Yoga per crescere” di Aipy per avermi autorizzato a pubblicare parte del loro elaborato.

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Yoga per bambini a “Tempo di libri”

Ieri mattina, sotto una pioggia insistente Luca, Matilde ed io abbiamo visitato “Tempo di libri” , fiera internazionale dell’editoria  in FieraMilanoCity…

Bellissimo!

Un settore dell’esposizione era dedicato ai bambini, con stand con libri e giochi per i più piccoli e uno spazio dedicato ai laboratori.

Si, perchè io avevo un motivo preciso per andare a “Tempo di libri”!.
Sapevo che Clemi Tedeschi, responsabile del corso di formazione per l’insegnamento dello yoga per l’età evolutiva e fondatrice di Aipy avrebbe presentato il suo ultimo libro: “Piccolo manuale di yoga per bambini“.

Ecco Clemi durante il laboratorio in uno spazio bellissimo!

Il nuovo libro di Clemi si presenta come una Yogavventura durante la quale i piccoli yogi dovranno aiutare il camaleonte Hari a ritornare ad essere un bambino e lo faranno superando quattro prove in cui dovranno dimostrare di avere coraggio e avere forza, di essere calmi e rilassati, di essere concentrati e per finire con l’aiuto della Farfalla Mutevole imparare i segreti della trasformazione.
Ogni prova prevede di imparare delle posizioni attraverso il racconto di una piccola storia…

Ogni posizione è spiegata nel dettaglio e accompagnata da bellissime fotografie…

Alla fine delle prove …il diploma del piccolo maestro yogi!

Un altro strumento interessante per insegnanti di yoga per bambini ma anche per genitori che vogliono interagire in un modo diverso con i loro bambini!

Perchè “Yoga per crescere”

Ieri ho concluso il percorso di formazione per l’insegnamento dello yoga per l’età evolutiva ” Yoga per crescere” di AIPY ( Associazione Italiana Pedagogia Yoga).
Un’esperienza straordinaria!
Mi guardo indietro, ritorno con la mente a gennaio, quando il corso è cominciato e mi accorgo di quante cose sono cambiate nell’arco di undici mesi.
Mi sento molto più ricca e non soltanto di informazioni, di nozioni, di capacità di applicare un metodo nell’insegnamento dello yoga ai bambini, ma ricca di esperienze, ricca di emozioni che si sono susseguite nei vari fine settimana di formazione.
Un anno è tanto, è lungo, è impegnativo ma ciò che lo ha reso speciale e significativo per me è stato senza dubbio il condividerlo con un gruppo di compagne speciali.
Ho fatto tanti corsi di formazione ma non mi è mai capitato di percepire fin dal primo incontro un’affinità, un feeling, una comunione di obiettivi così forte.
Forse l’amore per il mondo dei bambini ha fatto da filo conduttore.
Non so cosa è stato!
So solo che le mie compagne di corso mi mancano già…

Ho inseguito il corso di formazione “Yoga per crescere” per tre anni e per un motivo o per un altro non ero mai riuscita ad iscrivermi ( ho rischiato anche questa volta!).
Ora che l’ho concluso sono più che felice di averlo scelto, preferendolo ad altri corsi di formazione.
Perchè?
Che cosa fa la differenza?
Lo yoga è uno strumento più che efficace per trasmettere valori.
L’approccio pedagogico di questa formazione permette di utilizzare gli strumenti tradizionali dello yoga ( posizioni, respiro) mescolandoli con altri elementi cari ai bambini come il gioco e le favole per veicolare valori come l’amicizia, la collaborazione, il senso del gruppo.
Ma “Yoga per crescere” va ancora oltre, arrivando a toccare una dimensione più ampia, globale.
E allora i valori della sostenibilità, dell’intercultura e dell’inclusione giocano un ruolo fondamentale.
Attraverso il linguaggio dello yoga è possibile sensibilizzare i bambini sull’importanza e la bellezza dell’essere attenti alla salute del nostro pianeta che è anche salute nostra e al rispetto dell’ambiente partendo da piccoli gesti quotidiani perchè noi siamo un tutt’uno con l’ambiente, ne facciamo parte.
Lo yoga si pone come lingua trasversale a tutte le lingue lavorando in una dimensione orizzontale. Dice Emina Cevro Vukovic, docente del corso: ” I valori sono diversi nelle diverse culture ( no a facili e romantiche visioni universalistiche) ma l’uomo è uguale, funziona nello stesso modo ovunque, per questo lo yoga che si basa sul funzionamento del corpo/mente può essere un efficace mediatore culturale.
E quindi attraverso questo linguaggio orizzontale viene favorita l’inclusione di bambini stranieri.

Obiettivi impegnativi ma inevitabili per un progetto che ha a cuore il benessere dei bambini che vivono in un mondo purtroppo sempre più inquinato e per fortuna sempre più multietnico.

Perchè ritengo che il corso “Yoga per crescere” sia un ottimo corso di formazione?

1. Per la sua struttura articolata in otto week end ( un week end al mese da gennaio a novembre, mesi estivi esclusi).
Questo tipo di struttura permette di lasciar sedimentare le competenze acquisite nel fine settimana di formazione, permette di sperimentarle ( come nel mio caso che ho un piccolo corso privato) e quindi di verificare, di aggiustare il tiro a livello di proposte, di tempi ecc…. Permette inoltre di approfondire con letture ( preziosissima per me la bibliografia consigliata all’inizio del corso) avendo poi la possibilità di scambio e di confronto nei fine settimana successivi.
Permette, come dicevo all’inizio del post di creare un senso del gruppo forte con i compagni di viaggio e allora la formazione continua anche durante il mese, con scambi di proposte e condivisione di esperienze.
Una proposta di formazione full-immersion ( tipo di una settimana) seppur comoda dal punto di vista dell’impegno, non offre secondo me questi vantaggi assomigliando di più ad un mordi e fuggi.
2. La presenza di un nutrito team di docenti altamente qualificati che lavorano in sinergia.
3. La presenza nel piano di studi di molte ore di didattica e di sperimentazione pratica ben distribuite in alternanza con le ore di teoria ( psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza, miti e simboli ecc..)
4. La possibilità di laboratori extra presentati da ex allievi con la proposta di una vera e propria lezione da sperimentare.
5. La possibilità di verifica delle competenze acquisite attraverso un esame intermedio ( un questionario individuale) e la tesi finale di gruppo.
6. Un testo di riferimento preciso (ne ho parlato in questo post).

Insomma io credo che nel panorama delle proposte di formazione per l’insegnamento dello yoga ai bambini, il metodo “Yoga per crescere” abbia delle peculiarità che lo rendono completo ed efficace.
( qui il link alla pagina del sito con tutte le informazioni per i corsi del 2018 nelle diverse sedi)

Concludo ringraziando Clemi Tedeschi, coordinatrice didattica del corso, per avermi convinta, in quel lontano pomeriggio di gennaio, ad iniziare questo bellissimo viaggio, dicendomi di viverlo tappa per tappa, gustando momento dopo momento e con leggerezza nonostante tutto, con vero e proprio spirito yogico.

Ed eccoci qui, noi, nuove insegnanti “Yoga per Crescere”….

Raccontare ai bambini come è nato lo yoga

Si dice che migliaia di anni fa, in India, dentro un’immensa grotta, vicino ad un laghetto cosparso da profumati fiori di loto, sulle cime di un alto monte, il Grande Maestro Shiva decise di svelare i segreti dello Yoga alla sua dolce e amata sposa, Parvati.
Un pesce, nascosto tra i fiori galleggianti, ascoltava incantato la melodiosa voce di Shiva. Tutto solo si annoiava molto e perciò decise di provare anche lui a fare le posizioni di yoga.
Si sentiva molto goffo e sgraziato nel suo corpo di pesce, ma ci provò e riprovò senza mai arrendersi. Così, poco alla volta, imparò lo yoga, fino ad allora conosciuto soltanto agli dèi. Grazie agli esercizi il pesce riuscì a trasformarsi e sbucò dall’acqua sotto forma di uomo.
Shiva temeva che quell’umano, comparso improvvisamente al suo cospetto, non fosse degno di conoscere i segreti dello yoga ma, quando comprese cosa era avvenuto, fu ammirato dalla costanza di Matsya. Gli diede il nome “Matsyendra” che, nell’antica lingua indiana, significa “Pesce fatto uomo” e gli affidò l’incarico di diffondere lo yoga tra gli umani. Fu così che Matsyendra divenne il primo maestro di yoga in India.
Da allora, attraverso millenni e millenni, lo yoga si è diffuso con gran rapidità, non solo attraverso la parola, come avveniva nei tempi antichi, ma anche attraverso i libri e le scuole di altri grandi maestri.

( Dal libro Piccolo yoga di Clemi Tedeschi)

Io la trovo una storia ( un mito) fantastica.
La possiamo proporre ai bambini ( diciamo dagli otto anni in su) e creare una sequenza che porta magari alla costruzione di matsyendrasana , quindi con un focus sulle torsioni.
Ma possiamo anche far riflettere i ragazzi sui valori che questo racconto propone.
A me in particolare affascinano due aspetti:
1. La diffusione della disciplina dello yoga nel mondo è stata affidata dalla divinità alla creatura più piccola e più umile, un pesciolino appunto, così ( apparentemente ) fragile e in balìa delle onde del mare, delle correnti…
Questo tema dell’affidare grandi imprese a creature improbabili ricorre anche in romanzi famosi come per esempio “Il Signore degli Anelli” nel quale sarà Frodo, un hobbit, un mezzuomo, a distruggere l’anello del potere mettendo fine al male nella Terra di Mezzo.
Questo per me significa che tutti noi, nel nostro essere piccoli e fragili abbiamo tutte le potenzialità per fare grandi cose in direzione del bene.
2. Ciò che è fondamentale è la costanza. Impegnarsi porta sempre a grandi risultati, che possono essere personali ( nel caso dello hatha yoga ad entrare in una posizione ostica e ritenuta irraggiungibile) ma anche collettivi ( non dimentichiamoci mai che noi non viviamo da soli).
Matsya da pesce è diventato uomo grazie alla perseveranza e all’impegno.

E voi che insegnamenti leggete nel mito di Matsyendra?

P.S. L’immagine di apertura è stata presa dal web. E’ un bellissimo disegno di cui non sono riuscita però a trovare la fonte. Se la pubblicazione viola il copyright, l’autore non esiti a farmelo sapere e la rimuoverò immediatamente.

Yoga per bambini: l’importanza delle favole

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In una classe di yoga per bambini una costante per me è la favola.
Ma perchè inserire le favole in una lezione?
Clemi Tedeschi nel suo libro “Piccolo Yoga” scrive:
L’animazione di una favola con asana è il cuore di una seduta di Piccolo Yoga. Attraverso i giochi i piccoli praticanti hanno preso confidenza con le posizioni, sono più calmi e ricettivi, pronti per l’ascolto e l’esecuzione. Le sequenze narrative sono strutturate in modo che le posizioni fluiscano una dopo l’altra e il linguaggio, molto semplice, non interrompa l’azione. Ciò favorisce la concentrazione e fa sperimentare quell’armonia tra mente e corpo che costituisce uno degli obiettivi fondamentali della pratica. I contenuti, inoltre, richiamano l’importanza della relazione con la natura, con tutti gli esseri viventi, trasmettono valori coerenti con la filosofia yoga e con le istanze contemporanee“.

Quindi la favola si pone come strumento ideale, attraverso gli asana proposti in maniera dinamica e fluida, per esercitare il corpo, renderlo flessibile e forte imitando le posizioni degli animali e degli elementi della natura, ma anche per trasmettere valori come la collaborazione, la generosità, la condivisione ecc…
Infatti la favola, come sappiamo ha sempre una morale su cui poi si può eventualmente riflettere insieme al termine della seduta.
Nelle mie, poche, esperienze di insegnamento dello yoga ai bambini, ho sempre inserito il momento della favola. Alcune inventate da me, altre proposte attingendo da varie fonti e libri.
Negli ultimi giorni ho fatto degli acquisti in vista dell’avvio del mio primo corso per bambini ( sono superemozionata!). Tra i libri acquistati due propongono proprio delle storie.

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Le quattro storie, due per ogni libro sono proprio carine e le illustrazioni mi piacciono molto.
All’inizio vengono illustrate le due sequenze ( su una devo dire che non mi sembra molto fluida, ma ci lavorerò sopra) e poi man mano che il racconto procede il nome della posizione in sanscrito, il suo significato e i benefici.

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Tutte le storie trasmettono il loro messaggio educativo.
Il piccolo Huddàian è sempre molto triste perchè gli altri bambini lo prendono sempre in giro. Ma il grande saggio gli mostrerà che è proprio negli esseri piccoli e apparentemente insignificanti che si celano delle meraviglie…

A parte quindi piccoli aggiustamenti personali sono certa che utilizzerò queste favole nelle mie lezioni.
Un acquisto andato a buon fine.

Irene Cocchi- Filippo Curzi
I racconti dello Yoga
Gli animali del bosco e La storia di Huddàian.
Edizioni Macro

Con questo post partecipo all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma