Commuoversi con Giotto

Siete mai stati a Padova a visitare la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto?
Io no! Ma è sicuramente qualcosa che dovrò fare prima o poi.
Questa mattina ho dedicato un po’ di tempo a studiare Giotto, la sua vita e le sue opere ( che sarà uno degli argomenti dell’ultima interrogazione dell’anno di Matilde in Storia dell’Arte).
Gli affreschi di Assisi nella Basilica Superiore di San Francesco sono qualcosa di meraviglioso.
Mi sono soffermata su tre scene in particolare:
1. Dono del mantello

2. Rinuncia agli averi

3. Presepe di Greccio

Quello che mi ha colpito maggiormente è la naturalezza dei gesti delle figure rappresentate.
Osservate bene Pietro da Bernardone, il padre di Francesco. Il suo braccio teso all’indietro e trattenuto da un altro uomo non fa percepire tutta la delusione che diventa quasi rabbia di un padre nei confronti di quel figlio che ha deciso di abbandonare tutto per Dio? E la sua espressione tesa, il viso contratto?

Meraviglioso!!!

Ma il massimo della meraviglia si raggiunge con la Cappella degli Scrovegni.
Voluta da Enrico Scrovegni, ricco mercante di Padova, rappresenta senza dubbio uno dei massimi capolavori dell’arte occidentale.
Sulle pareti e sull’arco trionfale sono raffigurate le scene che rappresentano le Storie di Gioacchino e Anna, le Storie di Maria e le Storie di Gesù.

La mia attenzione si è fermata su una scena in particolare…

Gioacchino e Anna si incontrano alla Porta d’Oro di Gerusalemme.
Dopo essere stato cacciato dal Tempio di Gerusalemme per essere ritenuto sterile (e quindi non benedetto da Dio), Gioacchino si rifugiò in ritiro presso i pastori delle montagne. Nel frattempo Anna, convinta di essere rimasta vedova, aveva avuto un miracoloso annuncio da un angelo che le aveva rivelato che presto avrebbe avuto un bambino. Nel frattempo anche Gioacchino aveva sognato un angelo, che lo confortava come Dio avesse ascoltato le sue preghiere e dovesse tornare a casa dalla moglie. La scena mostra dunque l’incontro tra i due che avvenne davanti alla Porta d’Oro o Porta Aurea di Gerusalemme, dopo che entrambi erano stati avvisati da messaggeri divini. Da sinistra proviene infatti Gioacchino, seguito da un pastore, e da destra Anna, seguita da un gruppo di donne diversificate per classe sociale, studiate accuratamente nelle acconciature e negli abiti. I due consorti vanno incontro l’uno all’altro e, subito fuori dalla porta, su un ponticello, si scambiano un affettuoso bacio, che allude alla procreazione (senza macchia): infatti Anna rimase subito dopo incinta (Wikipedia).

Guardate l’intensità degli sguardi di marito e moglie…
Si tratta di un bacio casto, puro eppure consentitemi il termine, passionale.

Ad un certo punto ero convinta di osservare la scena di un film, con attori in carne e ossa e non più un dipinto.
E mi sono commossa!
Si, perchè il saper rappresentare così le emozioni è qualcosa di straordinario, di geniale.
Adoro Giotto e la sua capacità di rappresentare figure sacre, eventi sacri ma come se fossero vissuti da gente comune, da gente del suo, del nostro tempo.

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… un tuffo nell’arte… tra scuola e catechismo

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Ho appena finito di preparare le due mappe che serviranno a Matilde per la verifica di arte su Metafisica e Surrealismo…
Le mappe si fanno via via sempre più essenziali, riportando solo alcuni concetti sui movimenti artistici (che Matilde svilupperà attraverso lo studio sul testo e sugli appunti) e i nomi degli artisti e il titolo di un dipinto ( questi elementi sono sempre i più difficili da ricordare per un dislessico).

metafisica mappa

surrealismo

Mentre elaboravo le mappe pensavo a come proporre ai ragazzi del catechismo l’ultimo argomento dell’anno: Maria come discepola di Gesù.
E tra un dipinto e l’altro mi sono detta: “Perchè non proporre alcuni momenti della vita di Maria in cui ha manifestato le caratteristiche del discepolato attraverso dei dipinti ( visto che il tema conduttore di tutto l’anno è stato: ESSERE DISCEPOLI)?

Ho scelto tre momenti:
L’annunciazione

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In questo momento l’angelo comunica a Maria il progetto di Dio su di lei.
E non è una semplice comunicazione, ma un’esperienza vera e propria.
Maria è dapprima turbata, poi si fa delle domande e poi arriva il consenso: “Eccomi!”.
E in quell’eccomi c’è tutta la sua persona, la sua mente, le sue energie…

L’annunciazione del Beato Angelico è un affresco destinato ad una cella del convento di San Marco a Firenze e colloca la scena in un ambiente del convento stesso. Questo trasporta l’evento nel presente e lo rende disponibile per la meditazione del monaco.

Le nozze di Cana

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Nell’episodio delle nozze di Cana, durante le quali avviene il primo miracolo di Gesù, Maria concretizza tutte le caratteristiche del discepolo: l’attenzione ai bisogni del prossimo, la fede audace che le permette di rivolgersi al figlio con totale fiducia, l’invito rivolto ad altri ad ascoltare Gesù.

Le nozze di Cana è un dipinto autografo di Duccio di Boninsegna appartenente alla predella della Maestà del Duomo di Siena.
In questo dipinto è bellissimo il dialogo tra Gesù e Maria.

La crocifissione

Sotto la Croce, Maria apprende di essere Madre dei figli di Dio: «Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”» (Gv 19,26-27).
Ecco la sua nuova missione nel cammino di discepola di Gesù.

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La crocifissione di Giotto fa parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. È compreso nelle Storie della Passione di Gesù del registro centrale inferiore.

E a conclusione dell’incontro un gioco: Trova le differenze…

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( dal sito Cartoonchurch)