Il diario della gratitudine

Da qualche mese seguo con grande interesse il blog di Marta Albè.
Il titolo del blog è “Vivere in armonia”.
E a chi non piacerebbe vivere sempre in armonia?  Con se stessi. Con gli altri. Con l’ambiente. Con il mondo.
Il suo è un blog visivamente semplice, pulito, proprio come quelli che piacciono a me.
In più è un’insegnante di yoga e non può non piacermi.
Per presentarsi usa queste parole: “La ricerca di sé è praticamente infinita.
Ho scelto scrittura, creatività, yoga e meditazione come strumenti per la mia crescita personale e spirituale e voglio aiutarti a fare altrettanto”.

Nel suo ultimo articolo suggeriva l’uso di uno strumento di felicità: il diario della gratitudine.
Scrive Marta: “Il diario della gratitudine, o Gratitude Journal, è un potente strumento di felicità. Lo è davvero molto per me perché alla fine della giornata scrivere una frase di gratitudine mi fa ricordare delle cose belle della vita, anche quando capita un giorno ‘no’.
La magia del diario della gratitudine è quella di farti trovare almeno una piccola cosa per dire il tuo grazie alla vita alla fine di ogni giornata, della più spensierata o della più faticosa.
Trovare un elemento di bellezza e felicità ogni giorno ti dà davvero una marcia in più perché ti fa uscire da quel vortice negativo che di tanto in tanto ti trascina via dal tuo centro di equilibrio e di tranquillità
“.

E’ verissimo ciò che dice Marta.
E’ facile essere preda dei pensieri negativi, è facile vedere tutto, ma proprio tutto nero.
E allora ti sembra che nulla meriti un’osservazione positiva, che niente di ciò che ti capita abbia un risvolto bello e buono.
Ma non è così!
Ho provato a giungere alla fine di una giornata faticosa, che dico! Faticosissima!!!! e fermarmi a rivedere il tutto e mi sono accorta che non era poi così vero che non era capitato nulla di bello.
Può essere solo una parola buona in mezzo a tante cattive; può essere un sorriso in mezzo a tanti volti scuri; può essere un abbraccio inaspettato; può essere un incoraggiamento o un sentirsi dire: “Che succede Catia? Ti vedo stanca!”

Allora ho cominciato a scrivere, nero su bianco ( nel mio caso arancione su bianco) su un piccolo quaderno almeno un motivo al giorno per cui essere grati. Perchè c’è! Sempre!
Basta fermarsi un attimo e pensarci!

Annunci