Il valore del cibo

 

Si avvicina il mio compleanno e mi sono fatta fare un regalo da Luca un pochino in anticipo.
In questo periodo in cui per me il cibo rappresenta un problema a causa delle mie intolleranze e sensibilità ad alcuni alimenti, ho pensato che questo libro mi avrebbe riportato a dare al cibo il giusto valore. E così è stato!
Papa Francesco ha una grande considerazione del cibo e ciò che rappresenta. Il cibo è prima di tutto condivisione.
La condivisione del cibo è un tempo per il prossimo. E’ fonte di relazione. E’ accoglienza dell’altro. E’ ascolto di chi ti sta accanto. Consumare il pasto insieme è un’azione fortemente evocatrice e simbolica che rimanda alla vitalità di segni e valori religiosi. Racconta e rivela il rapporto e il legame stabiliti con l’altro e con l’Alto“.

Anche nelle Sacre Scritture è forte il riferimento al cibo e al momento della sua condivisione. Vogliamo dimenticare che Gesù ha voluto congedarsi dai suoi discepoli invitandoli ad una cena?
E che ancora prima parla di pesci e di pane e che paragona la nostra vita di cristiani al lievito che fermenta e cresce?
Ma anche nell’Antico Testamento un frutto, la mela, diventa un simbolo ed è la manna ad sollevare il popolo d’Israele dalla fatica e dalle sofferenze del viaggio verso la Terra Promessa.

Non può non colpire l’augurio che Papa Francesco rivolge ai suoi fedeli ogni domenica: “Buon pranzo!”.
Si, perchè il pranzo in famiglia rappresenta la serenità dell’essere tutti insieme attorno ad una tavola a gustare cibi che sono stati preparati con amore.

Nel “Buon Pranzo” domenicale di Francesco leggiamo l’invito a recuperare la sacralità degli alimenti. E la sollecitazione a vivere una relazione sacra, serena ed equilibrata con il cibo“.

Questo mi colpisce molto.
Il cibo, spesso visto come qualcosa semplicemente da ingurcitare per sostentarci, per non ammalarci, per essere forti fisicamente, ha invece un valore mentale, spirituale.

Il libro è un viaggio  che ripercorre le tappe della vita di Papa Fancesco in relazione al cibo; cibo che lui conosce molto bene, in quanto prima di laurearsi in filosofia e teologia, si è diplomato in Chimica dell’Alimentazione.
La sua famiglia è originaria del Piemonte, dell’Alta Langa e allora è bello leggere….” “Ricordo che per carnevale, quando eravamo bambini, la nonna ci faceva dei biscotti, ed era una pasta sottile sottile quella che faceva. Poi la buttava nell’olio e quella pasta si gonfiava, si gonfiava e, quando noi incominciavamo a mangiarla, era vuota“. Erano le bugie astigiane, leggere e morbide, grandi ma che dentro non avevano niente.
La cucina e il cibo svelano e rivalutano le nostre radici.

I momenti belli, per il nostro Papa sono quelli che condivide con poveri…
Mi piace sedermi alla tavola dei poveri, perchè servono il cibo e condividono il cuore. A volte invece chi ha di più condivide solo il cibo…
Riflettiamo su queste parole.

Non l’ho letto ancora tutto ma ho voluto parlarne subito perchè è un libro che trasmette gioia e serenità, come il nostro Papa.
E lo fa anche il relazione ad un argomento, quello del cibo, che ultimamente è diventato oggetto di fastidiosi e insistenti programmi televisivi ( almeno per me, non so cosa ne pensiate voi).
Recuperare il senso e il valore di un cibo semplice e cucinato con amore, senza competizione.

Senza scordarci che avere il cibo non è così scontato. Ecco perchè prima di ogni pranzo e cena, insieme alla mia famiglia, io ringrazio Dio per quel cibo che è presente sulla mia tavola.
Ecco perchè è doveroso non sprecare il cibo perchè … “con il cibo non si scherza” e perchè ” da bambini, a casa, quando il pane cadeva, ci insegnavano a prenderlo subito e a baciarlo perchè rappresentava l’amore di Dio per te“.
A questo proposito suggerisco la lettura anche dell’Enciclica “Laudato si” in cui il Papa esorta a non forzare la produzione per aumentare le quantità ma ad attuare delle strategie su come distribuire il cibo nel modo giusto e corretto, tutelando la biodiversità e la sostenibilità ambientale della filiera alimentare.

Sono messaggi forti, importanti, per tutti, credenti o no, se vogliamo che il nostro pianeta sopravviva.

Roberto Alborghetti
A Tavola con Papa Francesco – il cibo nella vita di Jorge Mario Bergoglio.
Mondadori

 

Questo post partecipa all’iniziativa “Il Venerdì del libro” di Homemademamma

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#oneasanaday: wrksasana, la posizione dell’albero e… Buon Natale!

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“Il Natale di solito è una festa rumorosa: ci farebbe bene un po’ di silenzio per ascoltare la voce dell’ Amore.

Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima.
L’ albero di natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita.
Gli addobbi di natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita.
La campana di natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.

Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà la pazienza l’ allegria e la generosità.
Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore.
La stella di natale sei tu quando conduci qualcuno all’ incontro con il Signore.

Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai.
La musica di natale sei tu quando conquisti l’ armonia dentro di te.
Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.

Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri.
Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.

Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori ne grandi celebrazioni;
tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un natale perenne che stabilisce il regno dentro di te.

Un buon natale a tutti coloro che assomigliano al natale.”

Papa Francesco

Con questo post si conclude lo yoga-challenge dell’Avvento de “La casa nella prateria“.
Ringrazio Claudia per questa bella iniziativa e con la mia little family auguro a tutti voi di trascorrere un S. Natale nella serenità, nella pace e nella luce.
Namastè

….la cura della casa comune….

Agricultural landscape near Cognac, Charente, France

La mia meditazione (intesa in senso yogico cioè seduta in una posizione comoda, occhi chiusi e la mente vuota da ogni pensiero) di questo periodo è piuttosto faticosa nel senso che non riesco a creare silenzio intorno e dentro di me.
Ho deciso di non forzare la cosa, anche perché quando l’ho fatto poi sono stata male.
Mi dedico quindi ad una meditazione mirata ad un oggetto, o in questo caso alle parole di un libro.
Si tratta dell’enciclica di Papa Francesco ” Laudato Sì “.
Il Papa dedica del tempo a scrivere sull’attenzione che noi tutti dovremmo avere della nostra casa comune, cioè il nostro pianeta partendo come è intuibile dal Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi.
Nell’introduzione dell’enciclica ho scoperto che non è il primo pontefice che si occupa di questo argomento.

Nel 1971, Papa Paolo VI si riferì alla problematica ecologica presentandola come una crisi che è “una conseguenza drammatica dell’attività incontrollata dell’essere umano: ” Attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, egli rischia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta digradazione”.

Heart in Voh, New Caledonia, France

Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica osservò che “l’essere umano sembra non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo”. Successivamente invitò ad una conversione ecologica globale. Nello stesso tempo fece notare che si mette poco impegno per salvaguardare le condizioni morali di un’autentica ecologia umana.
“La distruzione dell’ambiente umano è qualcosa di molto serio, non solo perchè Dio ha affidato il mondo all’essere umano, bensì perchè la vita umana stessa è un dono che deve essere protetto da diverse forme di degrado. Ogni aspirazione a curare e migliorare il mondo richiede di cambiare profondamente gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società.
L’autentico sviluppo umano possiede un carattere morale e presuppone il pieno rispetto della persona umana, me deve prestare attenzione anche al mondo naturale e tener conto della natura di ciascun essere e della sua mutua connessione in un sistema ordinato. Pertanto la capacità dell’essere umano di trasformare la realtà deve svilupparsi sulla base della prima originaria donazione delle cose da parte di Dio”.

Benedetto XVI ha ricordato che il mondo non può essere analizzato solo isolando uno dei suoi aspetti, perchè il libro della natura è uno e indivisibile e include l’ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali e altri aspetti. Di conseguenza “il degrado della natura è strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana”.
La creazione risulta compromessa “dove noi stessi siamo le ultime istanze, dove l’insieme è semplicemente proprietà nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vediamo soltanto noi stessi”.

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Papa Bergoglio prosegue dicendo che non possiamo ignorare che anche al di fuori della Chiesa Cattolica, altre Chiese e Comunità Cristiane, come pure altre religioni, hanno sviluppato una profonda preoccupazione e una preziosa riflessione su questi temi che stanno a cuore a tutti noi.
Per citare solo un esempio particolarmente significativo, Papa Francesco riprende parte del contributo del Patriarca Ecumenico Bartolomeo.

Il Patriarca Bartolomeo si è riferito particolarmente alla necessità che ognuno si penta del proprio modo di maltrattare il pianeta, perchè “nella misura in cui tutti noi causiamo piccoli danni ecologici, siamo chiamati a riconoscere il nostro apporto, piccolo o grande, allo stravolgimento e alla distruzione dell’ambiente.
Su questo punto egli si è espresso ripetutamente in maniera ferma e stimonate, invitando a riconoscere i peccati contro la creazione.
“Che gli esseri umano distruggano la diversità biologica nella creazione di Dio; che gli esseri umani compromettano l’integrità della terra e contribuiscano al cambiamento climatico, spogliando la terra delle sue foreste naturali o distruggendo le sue zone umide; che gli esseri umani inquinino le acque, il suolo e l’aria: tutti questi sono peccati.”
Perchè “un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio”.

The Puy de Dome, Auvergne volcano range, Puy-de-Dome, France

Allo stesso tempo Bartolomeo ha richiamato l’attenzione sulle radici etiche e spirituali dei problemi ambientali che ci invitano a cercare soluzioni non solo nella tecnica, ma anche in un cambiamento dell’essere umano, perchè altrimenti affronteremmo solo i sintomi. Ci ha proposto di passare dal consumo al sacrificio, dall’avidità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere, in un’ascesi che significa imparare a dare, e non semplicemente a rinunciare. E’ un modo di amare, di passare gradualmente da ciò che io voglio a ciò di cui ha bisogno il mondo. E’ liberazione dalla paura, dall’avidità e dalla dipendenza”.
Noi cristiani, inoltre, siamo chiamati ad “accettare il mondo come sacramento di comunione, come modo di condividere con Dio e con il prossimo in una scala globale. E’ nostra umile convinzione che il divino e l’umano si incontrino nel più piccolo dettaglio delle veste senza cuciture della creazione di DIo, persino nell’ultimo granello di polvere del nostro pianeta”.

Riflessioni importanti proposte ovviamente in un’ottica cristiana, ma io credo universalmente valide.
Mi ha colpito particolarmente il concetto di “peccati contro la creazione” al quale io non avevo mai pensato nei miei numerosi esami di coscienza.

Oyster beds near Marennes, Charente-Maritime Department, France
Le immagini sono del famoso fotografo Yann Arthus-Bertrand

Festa dei nonni

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Oggi, 2 ottobre, è la festa degli Angeli Custodi e tradizionalmente questa giornata è dedicata ai nonni.
Come sono preziosi i nonni!
A loro affidiamo i nostri figli quando dobbiamo lavorare.
A loro ricorriamo quando abbiamo dei dubbi educativi e attingiamo dalla loro esperienza ( almeno, io lo faccio).

Anche il Papa li ricorda in un libro che avrei tanto voluto regalare loro quest’anno, ma tra il tempo che scorre veloce, la prima influenza di Matilde e i suoi impegni scolastici già pressanti, il mio lavoro ecc… il 2 ottobre è arrivato e il libro non l’ho ordinato. Rimedierò quanto prima.
In ogni caso il libro in questione è “Avete un compito grande” ed è scritto da Aldo Maria Valli, giornalista vaticanista.

www.mondadoristore.it

Il sottotitolo del libro è ” I nonni secondo Papa Francesco”.
Il 28 settembre del 2014, Papa Bergoglio aveva parlato agli anziani radunati in Piazza San Pietro.
” I nonni sono la memoria della famiglia, ci hanno dato la fede, ce l’hanno trasmessa. Curare i nonni e i bambini è la dimostrazione d’amore, non so se più grande, ma più promettente per la famiglia perché promette il futuro “.
“Ai nonni, che hanno ricevuto la benedizione di vedere i figli dei figli, è affidato un compito grande: trasmettere l’esperienza della vita e condividere con semplicità la loro saggezza, e la stessa fede: l’eredità più preziosa!”.

I nonni sono davvero un bene prezioso da curare e custodire con amore.

Buon fine settimana a tutti voi!

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

Diario delle vacanze # 3

Olà amici come state?
Come avete passato la settimana?
Qui si procede alla grande con l’Oratorio Estivo.
Matilde sta provando le gioie e i dolori dell’essere animatrice ( soprattutto una grande stanchezza!!!)
Le mie bambine lavorano e pasticciano, tagliano, incollano, intrecciano e creano felici…

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… colorate ed estive composizioni…

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Io mi sono concessa un acquisto.
Dovete sapere che io mi compro pochissimi vestiti e i pochi che compro sono tute, magliette e pantaloni per lo yoga.
Entrando in uno di quei fornitissimi negozi dei cinesi mi sono imbattuta in un paio di pantaloni coloratissimi e mi sono detta: “Li devo avere!” poi però mi sono detta ” non so con che cosa metterli!” ma girando lo sguardo la vedo! La maglietta giusta era lì che mi chiamava.
Con € 18,00 mi sono vestita per la mia colorata estate.
Però poi non ho resistito e ho inaugurato il mio completo così…

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Che ci volete fare?

Ed ecco il mio consiglio per “Il venerdì del libro” di Homemademamma.
Anzi due…
Due testi molto diversi ma neanche tanto perchè hanno in comune un personaggio eccezionale ma soprattutto il suo messaggio: San Francesco D’Assisi.
Il primo libro è …

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Di questo testo, bellissimo tutto tutto tutto mi ha colpito un capitolo in particolare: “Liriche d’amore alla Madre Natura”

Ecco alcuni passaggi.
Io ho rinunciato a tutto per la conquista dell’amore. Dop aver rinunciato a tutto quello che è nel mondo, ho rinunciato anche a me stesso. No, io non posso più guardare alle creature ( in se stesse) perchè la mia anima non ascolta più la voce di alcuno, se non quella del suo Creatore“.

Francesco rapito dalla bellezza della Natura che si presentava davanti a lui, chiese a frate Leonardo carta e penna e ormai malato dettò il famoso Cantico delle Creature.

Cullato amorevolmente nel seno della Madre Natura, figlia primogenita dell’Altissimo, della Realtà Suprema, dell’Essere oltre ogni forma del divenire, Francesco, nella sua semplicità e purezza di vita, potè ricevere le immagini e i messaggi invisibili come onde elettromagnetiche, mettendosi in sintonia cone quella frequenza divina nella quale si può vedere l’invisibile, udire l’inaudibile e unirsi con l’armonia sinfonica dell’universo nella quale compositore e corista, direttore ed esecutore, è l’Eterno. Per estasiarsi e cullarsi nel seno della Natura non sono necessarie vasta erudizione, cultura accademica e qualità intellettuali, ma solo quella semplicità pura, quella purezza semplice di cui fu dotato Francesco”.

L’autore aggiunge:
” Nessun’altra tradizione religiosa, salvo quella dell’India, può approfondire e spiegare la spiritualità di Francesco d’Assisi, perchè il Poverello è in buona compagnia e in ottima amicizia con i fachiri, i dervisci, gli yogin e i sadhu dell’India.

Gli indiani considerano Francesco d’Assisi un bhakta, cioè uno yogin dell’amore universale, che cantavano la bellezza del creato e dell’universo intero perchè lo consideravano una piattaforma per entrare nel santuario di Dio.
Nel bhakti yoga infatti l’orientamento è verso l’amore.

L’autore, Anthony Elenjimittam è nato in India nel 1918. Dopo essere entrato nell’ordine dei Domenicani, ha iniziato un’intensa attività di conferenziere in giro per il mondo al fine di divulgare le comuni radici spirituali delle diverse culture religiose.
Consiglio vivamente la lettura di questo testo di ampio respiro spirituale.

Il secondo testo che propongo è la nuova enciclica di Papa Francesco (che del grande santo porta il nome) intitolata “Laudato si'”

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Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?
Questo interrogativo è al cuore della Laudato si’ che prosegue: “Questa domanda non riguarda solo l’ambiente in modo isolato, perchè non si può porre la questione in maniera parziale” e questo conduce a interrogarsi sul senso dell’esistenza e sui valori alla base della vita sociale: ” Per quale fine siamo venuti in questa vita? Per scopo lavoriamo e lottiamo? Perchè questa terra ha bisogno di noi?”. Se non ci poniamo queste domande di fondo – dice il Pontefice – ” non credo che le nostre preoccupazioni ecologiche possano ottenere effetti importanti”.
L’Enciclica prende il nome dall’invocazione di San Francesco, “Laudato si’, mi Signore” che nel Cantico delle Creature ricorda che la terra, la nostra casa comune, ” è anche come una sorella, con la qual condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia”. Noi stessi “siamo terra. Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà respiro e la sua acqua ci vivifiva e ristora”.

Capitolo primo: – Quello che sta accadendo alla nostra casa
Capitolo secondo: – Il Vangelo della creazione
Capitolo terzo: – La radice umana della crisi ecologica
Capitolo quarto: – Un’ecologia integrale
Capitolo quinto: – Alcune linee di orientamento comune
Capitolo sesto: – Educazione e spiritualità ecologica

Dopo la Laudato si’, l’esame di coscienza, lo strumento che la Chiesa ha sempre raccomandato per orientare la propria vita alla luce della relazione con Dio, dovrà includere una nuova dimensione, considerando non solo come si è vissuta la comunione con Dio, con gli altri e con se stessi, ma anche con tutte le creature e la natura.

Quanto amiamo la nostra vita, chi ce l’ha donata e quanto ci circonda?
Buon fine settimana, cari amici di blog!
Che sia splendente, colorato e pieno d’amore per la nostra bellissima Terra!