Yoga nidra: l’arte del rilassamento

La pratica di Yoga Nidra è decisamente tra le mie preferite sia come allieva che come insegnante.
Come allieva mi godo quel momento ( uno dei pochi) in cui mi ritiro in me stessa, mi isolo dal mondo, mi concentro sul corpo e sul respiro in perfetta immobilità.
Come insegnante perchè mi piace tantissimo condurre le mie allieve al rilassamento e mi piace vedere il loro respiro farsi sempre più lento e più profondo. Mi piace vedere i loro visi al termine della pratica che, si è proprio così, sono completamente diversi da quando sono entrate nella sala yoga. Le pratiche fisiche, di respiro e il rilassamento sono oserei dire, quasi miracolosi.
Nel testo “Yoga Nidra” di Swami Satyananda Saraswati, il maestro dice che il problema internazionale di oggi non è la fame, non è la poverta, la droga o la paura di una guerra. E’ la tensione, l’ipertensione, la tensione totale. Se si conosce come liberare se stessi dalla tensione, allora si sa come risolvere i problemi nella vita. Se si sa come equilibrare le tensioni, allora si sa come controllare le emozioni, la rabbia, le passioni e si possono anche controllare le malattie del cuore e la pressione del sangue.
(per una spiegazione sulla tecnica vi rimando a questo post di Laura di Yoga n’Ride).

Se pensiamo troppo o non pensiamo per nulla accumuliamo tensioni.
Se dormiamo troppo o non dormiamo per nulla accumuliamo tensioni.
Se lavoriamo troppo o non lavoriamo per nulla accumuliamo tensioni.
Queste tensioni si accumulano nei diversi strati della personalità umana e si accumulano nel sistema muscolare, emozionale e mentale.
Ecco perchè si riconoscono tre tipi di tensioni:
1. Le tensioni muscolari: sono in relazione al corpo, al sistema nervoso e a squilibri del sistema endocrino. Queste possono essere facilmente rimosse con un profondo rilassamento fisico, ottenuto nello stato di yoga nidra.
2. Le tensioni emozionali: emergono dalle svariate dualità come amore/odio, guadagno/perdita, successo/fallimento, felicità/infelicità e sono le più difficili da rimuovere. Questo perchè non siamo capaci di esprimere le nostre emozioni liberamente e apertamente. Spesso ci rifiutiamo di riconoscerle, perciò vengono represse e le tensioni che ne risultano diventano sempre più profondamente radicate. Non è possibile rilassare queste tensioni attraverso un sonno o un rilassamento ordinario. Abbiamo bisogno di un metodo come yoga nidra, dove l’intera struttura emozionale della mente può essere tranquilizzata.
3. Le tensioni mentali: sono il risultato di un’eccessiva attività mentale. La mente è un turbinio di fantasia, confusioni e oscillazioni. Durante tutta la vita, tutte le esperienze registrate dalla nostra coscienza vengono accumulate nel corpo mentale. Di volta in volta queste esperienze esplodono con effetti sul nostro corpo, mente, comportamento e reazioni. quando siamo tristi, arrabbiati o irritati, attribuiamo spesso queste condizioni mentali a delle cause superficiali. Ma la causa che sta dietro al comportamento abnorme dell’uomo, si trova nel cumulo di tensioni sul piano mentale. Yoga nidra è una scienza del rilassamento che permette ad ognuno di noi di penetrare profondamente nei regni della mente subconscia e quindi di liberare e di rilassare le tensioni mentali, stabilendo l’armonia in tutti gli aspetti del nostro essere.

Yoga nidra è una metodo scientifico per rimuovere questi tre tipi di tensioni.
E’ una forma di riposo psichico e fisiologico più efficace del sonno normale.
Una sola ora di yoga nidra è riposante come quattro ore di sonno normale.
Coloro che adottano nella routine quotidiana questa tecnica si accorgono di grandi cambiamenti e non solo nel loro modo di dormire e riposare ( dormire non equivale sempre a riposare davvero) ma anche a livello di efficienza ed energia nelle attività della giornata.
Si racconta che Napoleone nel momento decisivo di una battaglia lasciasse detto di non venire assolutamente disturbato per venti minuti durante i quali praticava yoga nidra e dopo i quali usciva fresco, riposato e rinvigorito per affrontare la battaglia e condurre i suoi uomini alla vittoria.

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Pillole di yoga

Da qualche mese sul mio comodino ha trovato la sua postazione fissa questo libro…

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In questo libro sono raccolti gli insegnamenti più significativi di Paramahansa Satyananda Saraswati, un’importante autorità ed ispiratore del moderno rinascimento dello yoga e del tantra, e di Swami Niranjanananda Saraswati, suo successore ed erede spirituale.
Gli argomenti trattati in questo volume in forma di discorsi e satsang dagli anni ’80 ad oggi, sono di rilevante importanza per una adeguata comprensione dello yoga e del risveglio del potenziale umano.
Il libro è suddiviso in capitoli riguardanti lo yoga, la relazione fra lo yoga e la mente, la funzione del Bhakti Yoga per l’evoluzione dell’essere umano, il Mantra Yoga, la dimensione pranica e il ruolo del guru nel cammino spirituale.

Ho deciso di non leggere tutto d’un fiato questo libro, anche se indubbiamente è interessante e coinvolgente per chi sta facendo un percorso di ricerca e di evoluzione spirituale.
Per questo è sul mio comodino, perchè ogni sera, dedico una decina di minuti a leggere una riflessione dei maestri.
Sottolineo ciò che mi colpisce e cerco di meditarlo…

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Una pillola di yoga al giorno…

Il mio yoga in questi giorni…

La schiena dolorante a causa di una piccola ernia lombare che ha deciso di farsi viva ( chissà poi perchè !?!).
Il mio yoga mi viene ancora una volta in aiuto con due posizioni che aiutano la schiena a riposarsi e a non gravare il peso sui dischi che fanno male…
Advasana è una posizione di rilassamento consigliata nelle fasi acute del dolore e la si deve mantenere il più a lungo possibile portando la consapevolezza sul respiro naturale e sul contatto dell’addome con il pavimento.

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Poi mi porto nella posizione della sfinge.
Da advasana piego le braccia portando gli avambracci sul pavimento con il palmo delle mani rivolto verso il basso ai lati della testa. Le dita delle mani sono in linea con la sommità della testa. Gli avambracci e i gomiti sono a contatto con il corpo.

Inspirando sollevo la testa, le spalle e il torace. I gomiti, gli avambracci e le mani rimangono sul pavimento.
Espirando mi abbasso.
In questo asana la consapevolezza va sulla schiena che deve essere rilassata.

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Possiamo mantenere la posizione statica per qualche minuto oppure eseguirla in forma dinamica per 5 cicli.
Poi mi rilasso ancora per un bel po’ in advasana.

Questo è il mio yoga in questi giorni.
Uno yoga fisico rispettoso del mio corpo che appunto in questi giorni non può andare oltre.
Poi c’è lo yoga della mente e lo yoga dell’atteggiamento.
Guardare in viso le persone mentre parlano, ascoltarle attentamente, non lasciarsi coinvolgere da pensieri di giudizio o di pregiudizio, fare una cosa alla volta senza fretta, e mettendo tutta l’attenzione possibile nel qui e ora.
Forse la piccola disavventura fisica non è capitata a caso (ma del resto nulla capita mai per caso)…

Fonti:
Asana Pranayama Mudra Bandha – Swami Satyananda Saraswati – Edizioni Satyandanda Ashram
Le applicazioni dello yoga nel trattamento delle malattie comuni – Dott. Swami Karmananda – Edizioni Satyananda Ashram